Il Consiglio dello Chef (Come esaltarlo)
Un vino di questa portata richiede una cucina che sappia valorizzarne la complessità:
La tavola dei grandi arrosti: È il compagno perfetto per carni rosse importanti, come una fiorentina alla brace, un arrosto di vitello o agnello al forno.
La cucina del bosco: Si sposa divinamente con la selvaggina (cinghiale o capriolo) e con piatti a base di funghi porcini, esaltandone la nota terrosa.
L’idea dello Chef: Servilo accanto a un tagliere di formaggi stagionati oltre i 24 mesi: la sua struttura tannica bilancerà perfettamente la grassezza e il carattere del formaggio.
Temperatura: Servilo a 18°C e lascialo ossigenare nel decanter per almeno 30 minuti prima di degustarlo: vedrai come il suo bouquet si spalancherà rivelando ogni sua sfumatura.
L’Abbinamento Consigliato
Abbinalo a un brasato al vino rosso o a una tagliata di manzo con scaglie di tartufo. Se cerchi un abbinamento più informale, è eccellente con un salume di maiale nero dei Nebrodi.
Le FAQ del Gusto (Domande Frequenti)
È un vino da invecchiamento? Certamente. Grazie alla selezione delle uve e al lungo affinamento in barrique, “Di’ More” ha una struttura che gli permette di evolvere magnificamente nel tempo. È un vino che ti regalerà soddisfazioni anche tra qualche anno.
Perché “Di’ More”? Il nome evoca la ricchezza dei frutti di bosco neri (more) che caratterizzano questo blend e la voglia di “dire di più” attraverso il vino, offrendo un’esperienza che va oltre la semplice bevuta.
Va decantato? Sì, è fortemente consigliato. Essendo un vino che ha passato quasi un anno e mezzo in barrique, ha bisogno di ossigeno per liberare tutti i suoi profumi terziari (vaniglia, spezie, cuoio) che si sono accumulati nel tempo.






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